Contagiati nonstante il vaccino

Con la produzione di tutti questi vaccini emergono sempre più domande. Una tra queste è la seguente: E’ possibile avere il covid-19 se si è stati vaccinati?

La risposta è indubbiamente SI. I vaccini come noi tutti dovremmo sapere non offrono una copertura del 100% infatti, sebbene vaccinati si devono sempre mantenere le dovute accortezze come l’ uso corretto della mascherina e la distanza sociale. Volendo entrare un po più nel particolare riportiamo uno studio condotto dall’ International Severe Acute Respiratory Infection Consortium Clinical Characterization Protocol (ISARIC4C), finanziato da UK Research and Innovation e National Institute for Health Research, ha analizzato i ricoveri ospedalieri del Regno Unito.

Stando a questi dati il 10 aprile 2021,  (circa il 7,3%) dei 99445 pazienti ricoverati  nello studio erano stati vaccinati.

Da studi su pazienti sintomatici, è stato scoperto che il 40% ha sviluppato i sintomi del covid da 0 a7 giorni dopo la vaccinazione. Un ulteriore 19%  ha sviluppato sintomi dagli 8 ai 14 giorni dopo la vaccinazione. Il periodo di incubazione del Covid-19 è mediamente 5 giorni ciò vuol dire che molti di questi pazienti probabilmente siano stati infettati prima che si sviluppasse l’immunità dovuta al vaccino.

Deborah Dunn-Walters, presidente della task force covid-19 presso la British Society for Immunology e professoressa di immunologia presso l’Università del Surrey, ha dichiarato che la maggior parte delle persone contagiate da covid-19 nel periodo  post-vaccinazione (che  avviene in una finestra di 1-14 giorni) si deve al fatto che la protezione del vaccino non è ancora completamente attiva.  

E’ bene percio come abbiamo detto anche all’inizio rispettare sempre le regole per salvaguardare noi stessi e i nostri cari.

Una Buona notizia

Una buona notizia ci arriva dal “sistema vaccinazioni”:
Si sta iniziando a vaccinare i giovani! e questa è una buona notizia, perché se li vacciniamo con, per esempio il Pfizer o un altro vaccino ad MRNA, potremmo produrre un effetto rilevante riguardo la circolazione del virus, cioè limitarne la diffusione in modo abbastanza significativo.

Uno degli scopi della vaccinazione infatti è quello di abbassare la reazione all’infezione e quindi, quello di avere meno persone in terapia intensiva o comunque con sintomatologia grave nei reparti di emergenza costantemente sovraffollati.

Qualcuno sta già cominciando a parlare di Immunità di gregge… beh ci andrei cauti, sarà difficile raggiungerla con questi numeri.

Ma numericamente parlando, le persone che si sono vaccinate contro il Sars-Cov-2 (il virus) possono:
1) Possono non si ammalarsi di Covid-19 (la malattia) nella maggior parte dei casi
2)Se invece si ammalano,  la maggior parte non sviluppa sintomatologia grave
e quindi sarà più facile prestargli assistenza.

Meno malati significa:
– Meno posti occupati nei reparti di emergenza
– Più personale a disposizione per assistenza
– Più attenzione e e assistenza verso i malati
– Meno sintomatologia grave significa meno assistenza e cure più efficaci

Quindi in definitiva meno giorni di ricovere e meno risorse impiegate e meno pressione nei reparti.

Quindi abbiamo una buona notizia, ma non vul dire che abbasiamo la guardia nella nostra vita quotidiana!

Grazie e Siate prudenti e informati!

Johnson & Johnson

 

 

 

 

 

Dopo lunga attesa  ai già innumerevoli vaccini si è aggiunto anche quello della Johnson & Johnson.

Ma quali caratteristiche ha questo vaccino? In cosa differisce o è uguale agli altri?
Perché è davvero fondamentale per la nostra campagna vaccinale?

Caratteristiche:
Questo vaccino, come quello dell’Astrazeneca e Sputnik è  ad adenovirus cioè
funziona con un vettore virale. Un adenovirus umano con al suo interno una sequenza di DNA  viene iniettata all’interno delle cellule e questo provoca la produzione della proteina spike.

Sebbene  il vaccino J&J e Sputnik utilizzano un vettore virale, questi non sono da considerarsi uguali. La differenza sta nel contenuto del DNA, la sequenza dello Sputnik è più simile a quello Astrazeneca.

Il vaccino J&J è diventato famoso ed incredibilmente conveniente essendo monodose. In questo periodo dove la logistica è  a dir poco complicata, i giorni che intercorrono tra prima e seconda dose devono coincidere con l’arrivo, lo stoccaggio e la preparazione dei vaccini… Avere un vaccino a monodose semplifica moltissimo il lavoro.

I risultati confermano una copertura di circa 85% ed inoltre la sua capacità di trattare forme molto gravi del virus.

I due vaccini a MRNA e in parte anche il vaccino Astrazeneca, hanno un’efficacia nelle forme severe che oscilla  tra il 90%-95%.
E’ chiaro quindi che questi vaccini proteggano maggiormente, ma c’è da considerare  un vantaggio incommensurabile  del vaccino J&J, quello della singola dose per le ragione elencate precedentemente.
Se volessimo fare un esempio …  100’000 dosi di J&J oppure 100’000 di Pfizer…?
Con la prima proteggeremmo 100’000 persone all’85%, con l’altra ne proteggeremmo  50’000 al 95%.
A parità di dosi con il vaccino J&J protegge molto di più, salvando molte più vite!

Da qui a Settembre infatti in Italia dovrebbero arrivare circa 27 milioni di dosi.
Con questi numeri, dovremmo riuscire a vaccinare più della metà degli italiani che necessitano di un vaccino sopra i 18anni.

Tale processo è stato arrestato per una questione simile a quanto accaduto con l’Astrazeneca.
In America  sono stati  osservati 6 casi di trombosi, tra cui trombosi al seno venoso ed altre con caratteristiche peculiari che avrebbero fatto pensare ad una  reazione autoimmune.

Questi casi hanno riguardato 6 persone su 6,8 milioni di persone vaccinate. Come nel caso dell’Astrazeneca stiamo parlando di numeri molto piccoli, meno di 1 su un milione.

Questi numeri secondo gli esperti sono molto vicini al “Rumore di fondo”, cioè agli eventi di questo tipo che normalmente accadono con una certa frequenza nella popolazione normale.

Ciò che resta da fare è attendere informazioni ( sempre dai canali ufficiali) dall’America, su casi, numeri e caratteristiche ma sicuramente potremmo affermare che i benefici saranno nettamente superiori.

Vaccini anti-Covid quali sono e come funzionano

 

 

 

Dopo una lunga attesa finalmente in Italia sono iniziate le campagne di vaccinazione contro il Covid-19, in questo articolo ci occuperemo di vedere quali sono i vaccini e il loro funzionamento.

Pfizer-Biontech

Partiamo in ordine cronologico con il primo anti-covid ossia quello introdotto dalla Pfizer-Biontech. Si tratta di un vaccino a base di mRNA messaggero, una molecola che ha il compito di produrre una proteina contenuta nel virus covid-19 allo scopo di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi per contrastarlo, pertanto non essendo a base virale NON PUO’ PROVOCARE LA MALATTIA.

Per quanto riguarda le modalità di somministrazione questo viene destinato solo alle persone di età pari o superiore ai 16 anni e prevede l’iniezione di due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra. La protezione garantita da questo vaccino è approssimativamente del 95% ( non per questo dobbiamo abbassare la guardia).

Moderna

Il 7 gennaio 2021, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) autorizza l’uso del vaccino Moderna sempre a base di mRNA messaggero che ha le istruzioni necessarie per produrre la proteina Spike presente sul virus covid-19 che riconosciuta dal sistema immunitario lo stimola alla produzione di anticorpi.

La somministrazione di questo vaccino è riservata esclusivamente agli over 18 ed è composta da due dosi che devono essere iniettate a 28 giorni di distanza.

In base agli studi effettuati è emerso che l’efficacia di questo vaccino sia del 90.9%.

 

AstraZeneca

Approvato dall’ AIFA il 30 Gennaio 2021 la composizione di questo vaccino è a base virale, viene iniettato un virus reso innocuo che contiene una sequenza di DNA che ha lo scopo di far produrre al sistema immunitario anticorpi.

Anche per questo vaccino la somministrazione è esclusivamente per gli over 18 e consigliata per persone di media età  e prevede l’iniezione della seconda dose ad una distanza variabile dai 28 agli 84 giorni

Il vaccino durante una serie di test clinici ha mostrato un efficacia del 60%

 

Johnson & Johnson

Arrivato alla fine della fase III della sperimentazione sarà ci si auspica presto il vaccino della casa farmaceutica belga Johnson & Johnson

Lo studio, condotto in otto paesi di tre continenti con il 44% dei partecipanti dagli Stati Uniti, il 41% dall’America centrale e meridionale e il 15% dal Sud Africa ha arruolato complessivamente 44.000 volontari. Poco più di un terzo aveva più di 60 anni. Alla fine della fase III, è emerso che l’ efficacia media del 66% è salita all’85% nei casi di malattia grave.

 

Long Covid – Effetti Duraturi del Covid

Long Covid perchè ne parliamo e che cos’è?

Ormai sono usciti moltissimi articoli scientifici su questo ed è passato abbastanza tempo per verificare che tipo di effetti possiamo avere anche una volta guariti dal covid.

Il Long Covid è una sindrome che ha colpito una percentuale di persone affetta da Covid,( in uno stadio post alla malattia) per mesi successivi la dimissione.

Su The Lancet ho trovato un studio di coorte, molto interessante

Ma intanto.. cosa significa uno studio di coorte?

Ve lo spiego semplicemente,:
Praticamente si prendono un numero grande di persone che hanno delle caratteristiche in comune, e si va a vedere a livello temporale come si comportano.
In questo caso: 1700 persone affette da Covid e che sono state dimesse da un ospedale.

Molti di noi potrebbero pensare che tutte le persone affette da Covid siano in terapia intensiva, come ci hanno fatto vedere tutti i giorni in televisione sulle varie trasmissioni con delle volte neanche un sanitario… in realtà solo il 4% viene ricoverato era realmente in unità intensive. Il 70% circa hanno necessità di assistenza per l’ ossigeno, e la restante parte era in una condizione di osservazione per la positività e alterazione delle temperatura corporea o perché avevano altre patologie pregresse a livello polmonare oppure cardiocircolatorio.

In media infatti anche se “solo” il 4-5 % (Che comunque non è poco anzi!) delle persone positive al Covid va in Ospedale in reparti critici, ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia!!!!!!

Tornando a questo studio… parliamo dell’età:

  • La maggior parte delle persone di questo studio ha meno di 65 anni
  • pensate che la metà ha tra i 47 ai 65
  • i 3 / 4 hanno meno di 65 anni

Questo perché purtroppo le persone andando avanti con l’età e avendo già altre patologie o semplicemente un sistema immunitario basso, non ce la fanno e decedono in ospedale.

Questo studio è stato effettuato sui dimessi dall’ospedale e successivamente monitorati per 6 mesi durante i quali si raccoglievano dati.

Dai dati è emerso che circa il 76% di queste persone hanno un sintomo debilitante … un dato allarmante senza alcun dubbio!

  • Nel 63 % dei casi parliamo di affaticamento o debolezza muscolare (fatica durante la giornata)
  • Nel 26 % dei casi, difficoltà a dormire probabilmente collegato a difficoltà polmonari
  • nel 23 % problematiche di tipo psicologica (Depressione e Ansia)

ci sono da considerare anche i Danni polmonari per i quali sono stati raccolti diversi dati e fatti diversi studi, purtroppo in questo studio non se ne parla, ma ne ricordo uno in particolare che riportava i seguenti dati. Circa il 20 % con problematiche anche dopo i 6 mesi, ma stiamo aspettando degli studi che confermino o smentiscono questi dati anche se i casi tendono a diminuire a lungo tempo.

In questo studio non c’è ne la perdita di olfatto “Anosmia” che dura anche mesi ne “l’annebbiamento cognitivo” che interessa una percentuale esigua di persone.

Quello che però stiamo notando che numericamente parlando in Italia con i dati che abbiamo è che :
In media quando una persona contagiata ha circa il 4-5% di probabilità di finire in ospedale a causa del Covid.
Di questo 4-5 % circa 1/4 tende a morire di Covid, circa l’1% della popolazione.

Almeno il 50 % delle persone sono ospedalizzate avranno delle problematiche a lungo tempo, come affaticamento, difficoltà a dormire…

Bisogna inoltre considerare la qualità di vita che si abbassa notevolmente sia per chi ha avuto queste problematiche sia per chi ci vive insieme.. Anche dal punto di vista sociale la situazione non tende a migliorare in quanto poi persone devono essere seguite visitate e assistite nella terapia, che sia essa psicologica o farmacologica.

Parlando del vaccino…
Ovviamente il consiglio è quello di Vaccinarvi.. seguirà un video e un articolo dove magari ne parleremo un po più approfonditamente…come è stato fatto e perché siamo stati così veloci a farlo? ecc

Fonte: www.infermieristicamente.it

Lorenzo
Staff CSE

Una storia nata da amore e passione per l’aiuto del prossimo e la diffusione delle manovre salvavita, scritta da Christian Manzi in collaborazione con Patrizia Pistoia e illustrata attraverso fumetti da Matteo Marzocco si propone, in questi tempi così bui, di insegnare in modo semplice e divertente ad aiutare il prossimo anche ai più piccoli.
“Ho provato a raccontare con una favola il lavoro che faccio tutti i giorni, ovvero cercare di salvare la vita alla gente da una ambulanza. Lo faccio insieme ai colleghi e molti di loro si riuniscono nella mia associazione, la CSE Formazione e Salute. E abbiamo avuto l’idea di scrivere e disegnare una favola che spieghi quanto è bello prendersi cura di sé stessi e degli altri e poter essere pronti a salvare una vita al momento giusto”.
Poche ma profonde parole sono quelle dell’infermiere pontino per descrivere la sua passione e quella dei suoi colleghi per questo lavoro di lotta contro la morte e contro il tempo.
Con lo scoppio della pandemia da Covid-19 questo libro è diventato un ulteriore aiuto per gli altri in quanto il 50% del ricavato di ogni libro sarà devoluto per l’emergenza sanitaria.
Di seguito vi riportiamo i contatti e le modalità per acquistare una copia del fumetto che potrete regalare ai vostri amici, figli, nipoti o a voi stessi … perché non c’è nulla di più bello che regalare la conoscenza necessaria a salvare una vita.
ASSOZIAZIONE CSE VIA O. ROSAI, SNC 04100 LATINA, numero di telefono: 339174 2584
Intestazione: ASSOCIAZIONE CSE
Iban: IT05N0873814700000000030329

Feste e Covid-19 nuovo decreto

 

 

 

 

 

Dal 4 dicembre al 15 gennaio 2021 vigerà il decreto firmato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte in data 3 dicembre 2020. In questo articolo vedremo in dettaglio i provvedimenti e le regole da rispettare.

Innanzitutto dobbiamo tener conto che resteranno invariate le diversificazioni delle restrizioni nelle tre aree: gialla, arancione e rossa, corrispondenti ai differenti livelli di criticità delle Regioni del Paese. La scelta di questo sistema mira a non penalizzare la totalità del paese sia dal punto di vista economico sia da quello sociale.

Al fine di evitare un numero troppo alto di contagi  per il periodo festivo 2020 2021 il Dpcm ha introdotto ulteriori restrizioni anche nelle aree gialle.

Per quanto concerne gli spostamenti dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti tra Regioni diverse e da/per le Province autonome di Trento e Bolzano, anche per raggiungere le seconde case. Ricordiamo che sarà sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità per permettere il ricongiungimento di coppie che convivono con una certa frequenza nella medesima abitazione o dei figli con famiglia divorziata.

Il 25 e 26 dicembre e 1 gennaio saranno vietati  anche gli spostamenti tra Comuni. Resta in vigore il divieto di spostarsi dalle ore 22 alle ore 5 di mattina esteso fino alle 7 per la giornata del 31 dicembre .
Naturalmente spostamenti per esigenze lavorative, necessità o per motivi di salute saranno consentiti anche durante il coprifuoco.

Rientri dall’estero

Per chi si troverà all’estero per turismo tra il 21 dicembre e 6 gennaio, al rientro dovrà obbligatoriamente osservare un periodo in quarantena, che sarà prevista inoltre per i turisti stranieri in arrivo in Italia nello stesso periodo e per chi entrerà in Italia dal 7 al 15 gennaio, avendo soggiornato o transitato in altri Paesi, per turismo, tra il 21 dicembre e il 6 gennaio.

Impianti sciistici e crociere

Gli impianti  per sciatori amatoriali saranno chiusi dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio mentre dal 21 dicembre al 6 gennaio sono sospese tutte le crociere in partenza, scalo o arrivo in porti italiani.

Scuola
Dal 7 gennaio ricomincerà la didattica in presenza al 100% per elementari e medie e al 75% nelle scuole superiori di secondo grado.

Ristorazione

Nelle regioni gialle bar ristoranti e pizzerie resteranno aperti (anche nei giorni festivi) con le seguenti restrizioni: ilconsumo al tavolo è concesso dalle ore 5 alle ore 18. Ogni tavolo potrà ospitare al massimo 4 persone . Dopo le 18 sarà vietato consumare cibo e bevande nei locali o per strada. Sarà invece consentito dalle ore 18 alle ore 22 l’asporto, mentre la consegna a domicilio resterà sempre possibile.
Nelle aree arancione e rossa le attività di ristorazione sono aperte dalle ore 5 alle ore 22 solo per l’asporto, mentre la consegna a domicilio è sempre consentita.

Alberghi
Gli alberghi rimarranno aperti in tutta Italia ad eccezione del 31 sera durante il quale  non sarà possibile organizzare veglioni e cene, di conseguenza i ristoranti dei degli alberghi chiuderanno alle 18 e dopo quell’ora sarà possibile solo il servizio in camera.

Negozi e centri commerciali
I negozi potranno rimanere aperti fino alle ore 21 dal 4 dicembre al 6 gennaio. Dal 4 dicembre al 15 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, nei centri e parchi commerciali saranno aperti solo alimentari, farmacie e parafarmacie.

 

Per ulteriori informazioni vi invitiamo calorosamente a consultare i canali ufficiali come quelli dell’ Oms e del governo

 

Fonte: www.governo.it

Covid-19 e plasma iperimmune

Medici e scienziati da tutto il mondo stanno cercando metodi per curare il Covid-19 ed attualmente una speranza nasce dalla terapia con il plasma iperimmune. Ma cos’è e come funziona?

In un primo momento viene effettuato un prelievo di sangue da persone guarite dal Covid-19 per la essere successivamente  somministrato a pazienti affetti da COVID-19.

Naturalmente il  donatore dovrà risultare idoneo ai requisiti previsti dalla normativa trasfusionale e a requisiti specifici per il Sars-CoV-2 per poter donare plasma iperimmune, inoltre prima della somministrazione il plasma iperimmune viene sottoposto a test di laboratorio che mirano a quantificare i livelli di anticorpi. Lo scopo è di trasferire gli anticorpi dal soggetto negativo a quello positivo in modo da renderlo più forte.

Di seguito rispondiamo ad alcune domande in proposito.

Quanto è efficacie questa terapia e quali sono i rischi?

Purtroppo, essendo la terapia ancora in via sperimentale, non è stato possibile delineare la percentuale si efficacia. E’ bene ricordare che come ogni trasfusione sono presenti rischi di rigetto.

In Italia è possibile donare il sangue?

Si, chiunque voglia donare il plasma iperimmune può riferirsi alla Struttura di Coordinamento per le attività trasfusionali della propria Regione per conoscere presso quali Servizi trasfusionali effettuare la donazione di plasma iperimmune. In allegato è possibile consultare un elenco indicativo e in continuo aggiornamento delle strutture  che effettuano questo tipo di raccolta.

Elenco centri raccolta plasma iperimmune 20-11-2020 (3)

 

Fonte: www.infermieristicamente.it

 

Covid-19 ossigeno e mascherine

 

L’unica costante in questo periodo di decreti e numero di contagi resta l’utilizzo delle mascherine che sono state recentemente oggetto di polemiche alimentate poi attraverso i social media secondo le quali causerebbero ipossia (carenza di ossigeno nel sangue)
Uno studio americano, pubblicato su Jama, ha valutato se l’uso di mascherine non mediche possa essere associato a un cambiamento nella saturazione dire ossigeno. I risultati però hanno evidenziato che indossare una mascherina non medica a 3 strati non comporta un calo della saturazione di ossigeno.

In fase di studio i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti (di varie fasce di età) di auto-misurarsi la saturazione di ossigeno prima, mentre e dopo aver indossato una mascherina, i risultati sono stati chiari sin da subito. La mascherina non comporta nessun danno e nessun abbassamento dei livelli di ossigeno nel sangue.

 

fonte
Peripheral Oxygen Saturation in Older Persons Wearing Nonmedical Face Masks in Community Settings

Vaccino anti-covid-19: Come funziona e quando sarà disponibile

 

Da novembre 2019 ad oggi il virus Covid-19 si è diffuso in 188 paesi e 25 territori in tutto il mondo, nonostante gli sforzi dell’OMS e dei governi per contenere la trasmissione, stando invece a quanto riporta l’OMS (organizzazione mondiale della sanità) i casi confermati nel mondo ad inizio pandemia sono stati 52.177.708 con 1.286.063  morti.

L’elevata e forse incontenibile diffusione del COVID-19 ha esortato la comunità scientifica a cercare una cura.  In questi giorni si sta parlando del nuovo vaccino messo a punto dalla Biontech ed in collaborazione con la Pfizer e Fosun Pharma. Quindi la domanda sorge spontanea: “Quando sarà disponibile questo vaccino ?”

Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata sul sito dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità)

“Il meccanismo per la produzione del vaccino è stato attivato con alta priorità, tuttavia gli esperti concordano che sarà difficile che questo possa essere disponibile e distribuibile su larga scala in tempi brevi.”

La Biontech ha dichiarato che i risultati dimostrano che il  vaccino a base di mRNA può aiutare a prevenire il COVID-19 nella maggior parte delle persone che lo ricevono( circa 90%).

Come funziona e su cosa si basa il vaccino? Secondo sempre quanto riportato sul sito ufficiale della Biontech e della Pfizer il vaccino consiste in un breve segmento di materiale genetico, (chiamato RNA messaggero o mRNA), che ha il compito di far creare una versione innocua di una proteina bersaglio che attiva la risposta immunitaria del corpo contro il corona virus. Ciò stimolerà il sistema immunitario a generare anticorpi e a riconoscere il virus .A differenza di altri vaccini, i vaccini mRNA non contengono il virus stesso e quindi non rappresentano alcun rischio di infezione. Per concludere vi raccomandiamo nell’attesa di questo vaccino di rispettare sempre le norme anticontagio previste dal Ministero della Salute e vi invitiamo a rimanere sempre informati attraverso i canali ufficiali dell’OMS , ISS, e sul sito del governo.

 

Fonti: www.infermieristicamente.com

www. biontech.de

www.pfizer.com