La Settimana di Viva!

E’ iniziata la settimana di Viva!

Ogni anno in Europa 400.000 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso: molte di queste potrebbero essere salvate se chi è loro vicino fosse in grado di soccorrerle tempestivamente con manovre semplici da eseguire.
Per questo che il 14 Giugno del 2012, il Parlamento europero ha invitato tutti gli stati membri ad istituire una intera settimana per la sensibilizzazione sia gli operatori sanitari ma sopratutto i cittadini alla rianimazione cardiopolmonare!

L’IRC (Italian Resuscitation Council) ha da subito accolto l’invito realizzando nel nostro paese “Viva! la settimana della Rianimazione cardiopolmonare”.
Questo progetto, che ricade ogni anno, ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importanza della rinimazione con feste, manifestazioni pubbliche, iniziative nelle scuole  e nei luoghi pubblici.

L’arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa. Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata. Nel 70% dei casi l’arresto cardiaco è testimoniato da qualcuno che può iniziare la rianimazione. Tuttavia in Europa la RCP viene iniziata dai testimoni dell’arresto cardiaco soltanto nel 15% dei casi. Se riuscissimo ad aumentare la percentuale dal 15% al 50-60% dei casi potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno. In Europa ogni 90 secondi viene rianimato un paziente senza successo.”
– Prof. Bernd BÖTTIGER (ERC, 2013)

Che cos’è l’arresto cardiaco?
L’arresto cardiaco improvviso è la cessazione della circolazione che mantiene in vita le cellule del nostro organismo, in una persona le cui condizioni non lo farebbero prevedere.
Le cause possono essere varie e talvolta sono presenti dei segni premonitori come:

  • 1. Dolore al centro del torace simile ad un mal di stomaco, irradiato alla mandibola, alla gola alle braccia o al dorso;
  • 2. Difficoltà di respirazione;
  • 3. Nausea e vomito;
  • 4. Sudorazione fredda.

In questi casi, è opportuno allertare il 112/118 per permettere una tempestiva valutazione ed evitare che l’arresto cardiaco si verifichi.
Una persona in arresto cardiaco non è cosciente, non risponde se chiamata o scossa e non respira normalmente. È necessario chiamare immediatamente il 112/118, iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e far cercare un defibrillatore semiautomatico nei dintorni.

Partecipa anche su Facebook Viva!

Per saperne di più: https://www.settimanaviva.it

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

Trovato il giusto rapporto velocità/profondità delle compressioni?

Nell’articolo di Alessio Biondino pubblicato su www.dimensioneinfermiere.it (link articolo) si parla di una ricerca condotta dal dott. Paul Pepe dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, che come scopo aveva, tramite uno studio di coorte, individuare il ritmo e la profondità ideale per la RCP.

La ricerca:

“Optimal Combination of Compression Rate and Depth During Cardiopulmonary Resuscitation for Functionally Favorable Survival”  questo il nome della ricerca, ed è stata pubblicata il 14 agosto 2019 sulla rivista scientifica Jama Cardiology. Dai dati si salterebbe evidenziato che la frequenza di compressione ideale è di 107 compressioni/min e la profondità ottimale sarebbe di 4,7 cm.

Per questa ricerca, sono stati presi come campione un numero totale di 3643 pazienti (64.4% di sesso maschile) con età media di 67,5 anni.

Tutte le vittime, hanno avuto un arresto cardiaco extra-ospedaliero e per avere questi dati, sono stati applicati dei sensori collegati al defibrillatore ed è stato impiegato anche un monitor elettrocardiografico.

Da tutti i dati raccolti si mette in evidenza che rispetto ad altre combinazioni di frequenza e profondità, i valori 4.7 cm e 107 bpm, hanno un tasso di sopravvivenza delle vittime che passa da 4,3% al 6,0%, un bel salto!

Ovviamente tutti i professioni del settore dell’emergenza guarderanno con molto interesse i nuovi studi che seguiranno questa linea, perché se i dati futuri confermeranno questo studio, adattare a queste nuove “misure” significherà salvare moltissime vite.

Pensiamo solo ad un adeguamento dei sistemi di massaggio cardiaco automatici che negli ultimi anni stanno rivoluzionando il soccorso extra-ospedaliero dell’arresto cardiaco.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Ostruzione delle vie aeree sui bambini e lattanti…parliamone!

Ultimamente mi hanno colpito due notizie che ci sono arrivate in redazione…

La 1° è accaduta il 26 Agosto, lungo la A2 del Mediterraneo all’altezza di Sicignano degli Alburni.

Mentre questa famiglia si dirigeva verso sud per le vacanze, in macchina il bambino seduto nei sedili posteriori ha cominciato a soffocare con un pezzo di banana che stava mangiando, subito si sono fermati e e hanno chiamato il 118.

Proprio in quel momento stava passando un vigile del fuoco fuori servizio, che rendendosi conto della situazione si è fermato e ha prestato il soccorso effettuando le manovre di disostruzione salvando il piccolo che ha ripreso a respirare subito dopo aver sputato il pezzo di banana.

La 2° notizia ci arriva da Roma, più precisamente presso la Stazione Termini, dove una bimba di 6 anni stava soffocando mentre stava mangiava un marshmallow.

Stava diventando cianotica mentre i genitori urlavano e chiedevano aiuto per salvare la bimba, quando un cittadino ha prestato il suo soccorso effettuando le pacche ed effettuando la manovra di Heimlich salvando la piccola in extremis.

Il soffocamento da corpo estraneo costituisce una delle principali cause di morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni, ma il numero di incidenti rimane alto fino ai 14 anni. In Europa si stima che muoiono circa 500 bambini per soffocamento.

Gli alimenti costituiscono una delle cause principali di soffocamento, dal 60 all’80% dei casi è riconducibile al cibo. Questo ce lo conferma anche il registro Susy Safe, uno dei registri internazionali per la raccolta dei dati sull’incidenza per il soffocamento da corpi estranei.

Nel registro si fa riferimento a tutti i tipi di incidenti, quindi anche quelli con ostruzione parziale delle vie aeree, in cui si vede che il 32% sono imputabili agli ossicini di pollo e lische di pesce, mentre le noccioline sono al 22% e i semi al 16.
Ma quello che a noi interessa sono i casi di incidenti con ostruzione TOTALE delle vie aeree, come uno studio che mette in evidenza come il cibo più pericoloso è la carne, e in special modo gli wurstel, che si associano più spesso ad episodi fatali.
Ovviamente questi episodi sono strettamente legati a caratteristiche di forma e consistenza e dimensioni dell’alimento.

Un dato molto rilevante è che più della metà degli incidenti da corpo estraneo si è verificato sotto la supervisione dell’adulto.
Quindi da qui si evidenziano 2 cose:
La è che gli adulti devono fare più attenzione alla prevenzione sul cibo e sugli oggetti con cui entra in contatto il bambino.
Mentre la è che si evidenzia una scarsa conoscenza di esecuzione delle manovre di disostruzione da parte di tutti i tutori che in quel momento sono con i più piccoli.

Perché i bambini hanno più rischio di soffocare rispetto agli adulti?

Tutte le linee guida sono concordi nell’affermare che la fascia di età da 0 a 4 anni, è la più a rischio per quanto riguarda il soffocamento da corpi estranei.

L’elevata incidenza dei casi è dovuta principalmente a caratteristiche psicofisiologiche del bambino:
Vie aeree di diametro piccolo e a forma conoide (fino alla pubertà)
Scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi (non è innata come i liquidi)
Dentizione incompleta (i molari, che hanno come scopo quello di ridurre il cibo in un bolo liscio, crescono all’incirca dopo i 30 mesi)
Frequenza respiratoria elevata e tendenza a svolgere più attività contemporaneamente (es. Mangiare mentre: corrono, giocano, parlano, guardano la TV, utilizzando di Tablet o Telefoni).

Alimenti pericolosi e Caratteristiche

Gli alimenti che il ministero ha catalogato come pericolosi per i bambini, condividono particolari caratteristiche: forma, consistenza e dimensione.

Dimensioni:
Gli alimenti piccoli come noccioline e semi, rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli.
Quelli troppo grandi, come pezzi di frutta o verdura cruda, sono difficili da gestire durante la masticazione.

Forma:
Ma le forme più pericolose sono quelle tonde (ciliege e uova) e quella cilindrica (wurstel e carote), perché se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aerea.

Consistenza:
Le consistenze più pericolose sono:
Dura
Fibrosa (sedano)
Comprimibile (wurstel e marshmallow)
Appiccicosa (burro di arachidi)
Gli alimenti duri e fibrosi sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino.
Gli alimenti comprimibili invece, possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi adattarsi alla forma dell’ipofaringe (grazie alla loro consistenza) ostruendo il passaggio dell’aria.
Gli alimenti appiccicosi risultando difficili da rimuovere se rimangono bloccati dalle vie aeree, una volta aspirati.

Linee guida per ridurre il rischio di soffocamento a tavola
Ci sono delle linee guida che ci suggeriscono come dare al bambino dei cibi preparati in maniera tale, da minimizzare il rischio di soffocamento.
Per far questo basta adottare delle semplici regole che mirano sopratutto a:
-Modificare la forma (es. tagliare gli alimenti cilindrici a listarelle, quindi da tondi a quadrati).
-Modificare la consistenza (es. eliminare nervature e filamenti, cuocere i cibi fino a quando diventano morbidi)
-Modificare le dimensioni (es. Tagliare in pezzi piccoli o tritare/grattugiare)

Ci sono delle eccezioni che riguardano la frutta a guscio e semi, che le linee di indirizzo li sconsigliano per i bambini fino a 4 anni di età circa, a causa di un elevato rischio di aspirazione a cui si associano, caramelle e gomme da masticare.

Nonostante la revisione di moltissimi studi scientifici porti alla luce differenti iniziative per la prevenzione del soffocamento da cibo, è preoccupante notare che a parte rare accezioni, come Svezia e Stati Uniti, gli altri governi non abbiano intrapreso politiche orientate al controllo e alla prevenzione di questo fenomeno malgrado la sua rilevanza dal punto di vista della salute pubblica.

La CSE come tutte le società scientifiche, continua la sua missione per la diffusione della cultura del primo soccorso, dalle scuole, ai centri estivi, fino alle famiglie, per trasmettere l’importanza de saper fare prevenzione e se serve intervenire con delle manovre pratiche di disostruzione!

Video manovre disostruzione Adulto
Video manovre disostruzione Bambino
Video manovre disostruzione Lattante

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

James torna in Australia grazie ai compagni di squadra!

Questa è una delle notizie per cui ho deciso di creare la playlist “Take an emergency break” sul canale YouTube dell’Associazione CSE

Ogni giorno accendevo la TV e sentivo i titoli dei teleggiornali…”Un altro caso di malasanità”, “Morto per malessere, inutili i soccorsi” o ancora “Bambino morto per un boccone di traverso”….. Ok è importante dare le notizie, ma perché non si parla mai delle persone che sono state salvate, delle tantissime persone che ogni settimana vengono salvate da veri e propri eroi, quasi sempre normalissimi cittadinisci sconosciuti!?

Quello che vedete in foto al centro, con il camice da ospedale, è James Medway, l’atleta autraliano che il 14 agosto mentre si allenava presso il centro sportivo (Ais – Australian Institute of Sport – European Training Centre) lungo il lago di Gavirate, è caduto a terra in arresto cardiaco, ed ora è tornato dalla sua famiglia, in Australia.

James, il 14 Agosto mentre era preso dal suo solito allenamento sportivo, ad un certo punto cade a terra davanti ai propri compagni, che immediatamente allertano il personale della struttura sportiva e chiamano il 118. I ragazzi, che non vogliono stare con le mani in mano, avendo fatto il corso di primo soccorso, chiedono per sicurezza all’operatore del 118 di guidarli nelle manovre, in attesa che arrivi l’ambulanza. L’infermiere di centrale li guida passo passo, dalla valutazione GAS (Guardo Ascolto e Sento) per assicurarsi che il ragazzo sia in arresto cardiaco, al massaggio cardiaco, fino al’utilizzo del DAE della struttura stessa.

Un soccorso andato benissimo, visto che poco dopo che i soccorsi avanzati sono arrrivati, sono riusciti a riprendere i parametri vitali di James e portarlo in codice rosso presso l’Ospedale di Circolo dove è stato poi ricoverato in terapia intensiva.

James Medway ha vinto 2 volte l’argento nei mondiali Under 23 (nel 2013 a Linz, in Austria, e nel 2014 proprio a Varese) e ha fatto parte della nazionale australiana.

Ora è con la sua famiglia con una storia a lieto fine da raccontare!

Questa è solo una delle tante storie di persone salvate dai veri eroi, coloro che decidono di investire poche ore l’anno ad imparare le manovre che un giorno potranno fare la differenza tra la vita e la morte!

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Obbligo Defibrillatori in Aereo? La proposta del Sis 118

Il presidente nazionale del Sis 118 (SOCIETA’ ITALIANA SISTEMA 118 ) Mario Balzanelli, ha inviato una lettera all’Enac (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile) chiedendo che si preveda l’obbligo su tutti i voli nazionali ed internazionali: sia di un DAE, sia di personale addestrato al BLSD.

La così detta “Cardioprotezione nei voli aerei”, è stato un tema già discusso in passato da vari enti e associazioni scientifiche, senza però aver riscontrato un gran successo…

Noi della CSE ovviamente, siamo d’accordo con la proposta e appoggiamo in pieno questa lettera, sopratutto dopo alcuni eventi che sono capitati nell’ultimo periodo, come il decesso del turista olandese colpito da Arresto Cardiaco improvviso durante un volo partito da Catania e diretto ad Amsterdam. Il pilota ha effettuato immediatamente un atterraggio di emergenza a Pisa, l’aeroporto più vicino in quel momento, ma purtroppo il turista non si è salvato.

Ricordiamo che se ci troviamo davanti ad una persona colpita da Arresto Cardiaco Improvviso, per impedire o limitare i danni celebrali, si deve intervenire nei primi 3-4 minuti, quindi immediatamente dal momento in cui ci accorgiamo dell’evento, effettuando un massaggio cardiaco e se presente utilizzando un DAE, anche supportati dalla centrale operati che può rimanere con noi al telefono per guidarci sulle manovre che stiamo effettuando.

Ogni anno in Italia più di 50’000 persone sono colpite da un Arresto Cardiaco Improvviso, solo il 3% di esse vengono salvate perché hanno la fortuna di avere accanto una persona in grado di saper fare un BLS. La missione di tutte le società scientifiche è quella di alzare questa percentuale, formando più persone possibili! E questo include anche la formazione del personale negli aerei, nelle navi e in tutti i luoghi dono sono concentrate un bel numero di persone.

Noi sappiamo per esempio, che la nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, ha un regolamento che nei voli Internazionali ha l’obbligo a bordo ad avere un DAE e il personale addestrato al BLSD, ma non basta, la richiesta è appunto di rendere questo obbligo a tutte le compagnie e per tutti i voli, così da ottimizzare al massimo il soccorso fin dai primi minuti.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

66enne salvato grazie ai colleghi guidati dalla C.O.

La vittima, un 66enne residente ad Udine, mentre lavorava in un cantiere nei pressi del centro postale di Moruzzo è caduto a terra in arresto cardiaco.

Immediato è stato il soccorso dei colleghi, che hanno chiamato subito il 118, dove l’operatore, oltre ad allertare l’ambulanza e l’automedica, ha guidato tutte le fasi del soccorso, dalla valutazione al massaggio cardiaco continuo fino all’arrivo dei soccorsi!

Fondamentale è stata la guida ma sopratutto l’intervento dei colleghi della vittima, che applicando subito il massaggio cardiaco, gli hanno salvato la vita!

Trasportato poi in codice rosso presso l’ospedale di Udine!

I colleghi hanno eseguito le manovre di BLS propio come imparato al corso di “Primo Soccorso Aziendale”, eseguito correttamente anche grazie alla guida dell’operatore di C.O.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Turista 40enne salvato ad Ostuni grazie dalla presenza del DAE

Ci troviamo ad Ostuni dove in piazza della Libertà un turista 40enne è caduto a terra in arresto cardiaco.

3 cittadini: Pasquale Semeraro Capo reparto dei vigili del fuoco di Ostuni, Mino Saponaro militare della Guardia costiera e Alessandro D’Ernesto bagnino, hanno assistito alla scena e non hanno esitato 1 solo istante per prestare il loro soccorso! Immediatamente hanno valutato che l’uomo non stava respirando ed hanno iniziato il massaggio cardiaco, mentre 1 di loro è corso a prendere il DAE persente proprio in piazza grazie alla sezione Avis di Ostuni, che lo aveva donato alla città a seguito di un evento di beneficienza, proprio 1 mese prima!

Questo è solo uno dei tanti esempi di come la cultura del primo soccorso e diffusione capillare dei DAE, può cambiare il destino di una persona.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

In arresto cardiaco e salvato dalla Polizia Municipale

Ci troviamo nel parco di Villa Cicogna a Trecate, dove un uomo mentre passeggiava si è accasciato a terra.

Immediato l’intervento della Polizia Municipale della città che era presente in quel momento del parco per un pattugliamento.

Dopo aver valutato l’assenza di tutti i segni vitali e iniziato il massaggio cardiaco,  hanno chiamato il 118 e inviato un cittadino a prelevare il Defibrillatore che era presente in una colonnina nel parco pubblico.

Sotto la guida dell’operatore della centrale 118 hanno eseguito tutta la sequenza del BLSD fino all’arrivo deui sanitari che hanno provveduto ad applicare il protocollo avanzato, quindi con intubazione e azione farmacologica per poi stabilizzarlo e portarlo al Pronto soccorso più ideone.

Questo un altro caso che dimostra quanto è importante formare più persone possibili, come anche gli agenti di polizia di ogni grado e sezione, per migliorare le possibilità di sopravvivenza, che ricordiamo in Italia solo circa il 5% viene savato perché poche persone ancora, non sono addrestrare nel dare il primo soccorso.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Nuova Stroke Unit a Latina!

Ok si nel titolo abbiamo scritto “Nuova”, ma in realtà è attiva da già ben 2 anni!

Nella provincia di Latina, dopo la rete dell’infarto, la ASL ha deciso di approvare il progetto della rete dell’Ictus.

Uno dei promotori e responsabili di questo progetto è proprio il direttore dell’unità di Medicina d’Urgenza dell’ospedale di Latina, il dott.Massimo Aiuti, in collaborazione con l’Unità Neurovascolare con la dotto.ssa Gabriella Monteforte.

Ma cos’è l’ICTUS e quali sono i sui sintomi? Ce lo spiega la dott.ssa Monteforte:
L’ICTUS è una condizione caratterizzata dall’insorgenza improvvisa di sintomatologia da deficit neurologico acuto, quindi una difficoltà improvvisa del linguaggio, proprio dell’articolazione della parola, oppure anche nella comprensione da parte del paziente, la comparsa di una asimmetria tra i 2 lati del volto, la famosa bocca che si storge da un lato, oppure la comparsa di un deficit motorio, quindi una debolezza improvvisa ed una impossibilità improvvisa di muovere gli arti di un lato, oppure l’impossibilità di coordinare il movimento.
Questi sono tutti segni importantissimi da valutare immediatamente, perché? Inizialmente possono essere anche sfumati, appena un impaccio della parola, e possono passare un po sotto silenzio, invece è importante intervenire immediatamente. E’ importante che i familiari o gli astanti, chi è presente in quel momento quando il paziente è colpito, avvertano immediatamente il 118.
Perché di fronte ad una sintomatologia di questo tipo, è importante trasportare il paziente presso il presidio ospedaliero più vicino, che è in grado di gestire, dal primo momento!

Gestire una patologia significa innanzitutto, fare una diagnosi accurata, di quella che è la causa di questa patologia che è neurologica, che potrebbe essere dovuta, o ad una ischemia celebrale, quindi ad un’ostruzione di un vaso arterioso, che può essere dovuto ad un coagulo che si forma nel tempo, o ad un embolo che per esempio si stacca da un altro distretto corporeo, tipicamente dal cuore, pensiamo ai pazienti che soffrono di Fibrillazione Atriale, che sono molti. Oppure potrebbe essere dovuto ad una ostruzione di piccole arterie o vasi più piccoli, in questo caso si attua un tipo di terapia, che è nettamente diverso da quello dell’emorragia celebrale, cioè l’ICTUS, con una sintomatologia simile, a volte accompagnata da una cefalea molto intensa e un disturbo della coscienza, che dovuta alla rottura di un vaso e da uno espandimento emorragico.

l’ICTUS ischemico è una patologia, strettamente tempo-dipendente, possiamo dire che il tempo è cervello, così come lo è per il cuore l’infarto..
Perché questo?
Perché le terapie dell’ICTUS Ischemico, hanno dei tempo definiti, per le quali possiamo intervenire con beneficio per il paziente, riducendo la mortalità e la disabilità, tenendo conto che l’ICTUS rappresenta la prima causa di morte in Italia e la 1° causa di disabilità, quindi è essenziale intervenire rapidissimamente.

Cos’è una STROKE UNIT? Ce lo spiega il Dott. Massimo Aiuti
L’organizzazione del percorso della Stroke Unit, si è concretizzato nei mesi di Marzo ed Aprile del 2017, le figure interessate sono di diverse professionalità:
Pronto soccorso, la radiologia del PS, la Neurologia, la Neurochirurgia, e la Medicina D’Urgenza.
Dal 2017 sono stati trattati circa 100 casi, che sono stati sottoposti al trattamento trombolitico, quindi all’infusione di questo farmaco particolare, quindi seguiti nel tempo, ovvero, inizialmente sottoposti al trattamento trombolitico e poi al trattamento di trombectomia meccanica, un altro tipo di trattamento che per il momento viene effettuato presso il S.Camillo, cioè alla Stroke Unit di 2° livello, che è il riferimento per ora, perché il reparto si sta attrezzando per effettuare questo trattamento anche a Latina.

Ma cosa non fare quando si sospetta un ICTUS?
Non prendere mai un’iniziativa, che potrebbe peggiorare la situazione…
Non fare da soli, ma la cosa migliore è sempre chiamare il 118, anche non necessariamente nel senso del trasporto, ma anche per un parere, perché anche solo dalla telefonata e con quello che gli si riferisce, rispondendo alle domande dell’operatore, potrebbe chiarire se si tratta di una patologia che richiede il trasporto oppure indirizzare il paziente verso la struttura più adatta, per il trattamento.

Fonte: Lunanotizie.it

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

18 atleti salvati grazie ad un nuovo screening a Treviso

Tutti sappiamo che per iniziare un’attività agonistica, dobbiamo sottoporci ad una visita medico-sportiva, per attestare il nostro stato di buona salute, ma è davvero sufficiente?

E’ stata proprio l’Italia che nel 1982 ha introdotto la visita medicos-sportiva obbligatoria e fu il 1°paese al mondo, salvando così molte vite con un semplice sistema di prevenzione.

L’unità operativa del complesso di medicina dello sport di Treviso, diretta dal dott. Patrizio Sarto, in collaborazione con il dipartimento di Cardiologia dell’università di Padova, ed in particolare con il prof. Domenico Corrado e il dott. Alessandro Zorzi, hanno pubblicato sul British Journal of Sports Medicine (il più importante al mondo), un nuovo studio che potrebbe salvare moltissime vite!

Nel 2017 infatti, la USL di Treviso, ha condotto uno screening su 6’000 atleti, diagnosticando 18 patologie cardiovascolari che avrebbero potuto causare la così detta “Morte improvvisa”. Un ulteriore ricerca ha poi rivelato che in 3 di queste 18 diagnosi, la patologie era presente in ambito familiare.

A pochi ragazzi è stato consigliato di interrompere del tutto l’attività sportiva.

Oltre a queste sono state rilevate 70 patologie cardiovascolari di minore gravità e 31 patologie non cardiovascolari, tutti casi da non sottovalutare.

Il rapporto costi-benefici dello screening non lascia alcun dubbio, sostiene il dott. Sarto:
“I risultati sono inequivocabili, con un esubero di 79 euro per atleta sono state diagnosticate patologie per cui è stata necessaria terapia medica o chirurgica, con patologie cardiovascolari a rischio di morte improvvisa. Queste ultime sono state diagnosticate anche in 3 familiari, assolutamente ignari di averle”.

Una ricerca tutta italia, dove con un sistema semplice di screening a basso costo, si potrebbero salvare un numero infinito di vite!

Fonte: corriereveneto.it

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione