Apertura delle vie aeree

Iperestenzione della testa:
E’ l’unica manovra di apertura delle vie aeree raccomandata ai soccorritori laici.

Come si esegue l’iperestenzione?
Si pone una mano sulla fronte della vittima e si applica con il palmo una pressione delicata, ma ferma verso il basso, tenendo liberi l’inidice ed il pollice, per poter chiudere il naso in cui si voglia effettuare la ventilazione bocca-a-bocca. Allo stesso tempo, con la punta di 2-3 dita dell’altra mano si solleva il mento.
La bocca deve restare semiaperta; a tal fine può essere necessario spostare il labbro inferiore con il pollice della mano sul mento.

Se si sospetta una lesione vertebrale cervicale post-traumatica, poiché ogni movimento del midollo spinale, i soccorritori professionisti devono evitare questa manovra e ricorrere, se necessario, alla sublussazione della mandibola con apertura della bocca. I soccorritori laici devono effettuare comunque l’estensione della testa anche in presenza di trauma vertebrale.
Va comunque sempre tenuto ben presente che il mantenimento della pervietà delle vie aeree ha la precedenza assoluta anche sul trauma cervicale e pertanto anche i professionisti dovranno ricorrere all’estensione della testa se con la sublussazione della mandibola non sono riusciti ad aprire le vie aeree.

Sublussazione della mandibola
Nei pazienti con sospetto trauma cervicale la manovra più sicura per aprire le vie aeree è sublussazione della mandibola associata all’apertura della bocca. Ma anche indipendentemente della presenza di lesioni cervicali, in circa il 20% dei pazienti in coma l’estensione della testa da sola non è sufficiente ad aprire le vie aeree. Oltre a sublussare la mandibola, con i pollici bisogna retrarre il labbro inferiore in modo da tenere aperta la bocca. La sublussazione della mandibola è utile anche per valutare il livello di conoscienza: il paziente che non ha alcuna risposta di difesa a questa manovra è sicuramente in coma.

Come si esegue la Sublussazione?
Il soccorritore si mette dietro la testa della vittima e uncina bilateralmente il ramo ascendente della mandibola, davanti ai lobi auricolari, usando le dite delle due mani dall’indice al mignolo (o dall’indice anulare) e spinge energicamente verso l’alto e in avanti, spostando la mandibola in modo che l’arcata dentaria inferiore venga a trovarsi davanti a quella superiore. Contemporaneamente retrae il labbro inferiore con i pollici in modo che la bocca rimanga aperta. Non deve afferrare la parte orizzontale della manovra perché così invece chiuderebbe la bocca

Per effettuare la manovra il soccorritore deve assumere una posizione comoda, immobilizzando la testa della vittima con gli avambracci e ponendosi dietro il capo del paziente. Si tratta indubbiamente di una manovra tecnicamente complessa che viene considerata come parte dell’addestramento solo dei soccorritori esperti.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Casi particolari, la posizione durante la RCP

Tutti noi sappiamo la posizione corretta per la RCP, ma ci sono alcune situazioni che possono mettere in difficoltà i soccorritori se non addestrati ad alcune varianti… vediamole insieme:

Nel caso in cui sia necessario effettuare la RCP su una donna in gravidanza avanzata (terzo trimestre), per evitare la coplressione aorto-cavale da parte dell’utero in posizione supina, la vittima va mantenuta con fianco destro sollevato di 15-30% mediante cuscini, coperte ripiegate o cuneo di Cardiff, oppure un soccorritore deve spostare manualmente l’utero verso sinistra. Lo spostamento dell’utero con una o due mani è da preferirsi all’inclinazione del corpo, non sempre facilmente e prontamente realizzabile se non quando la donna giace su un letto operatorio basculante. In tal caso, anche se l’angolo ottimale d’inchiesta è sconosciuto (tra 15 e 30 gradi), un’inclinazione di piccola entità è meglio di nessuna inclinazione, a condizione che consenta l’effettuazione di compressioni toraciche di buona qualità e, quando necessario, del taglio cesareo.

La posizione  del corpo di una vittima può essere obbligata dell’Inclinazione del terreno su cui si effettua il primo soccorso (come nel caso di un annegato tratto a terra su una riva pendente): in tal caso la RCP va effettuata tenendo la vittima con la testa più bassa rispetto ai piedi per favorire il ritorno venoso al torace.

Negli spazi ristretti, se un rapido spostamento della vittima non è realizzabile, va considerata la possibilità di eseguire la RCP adattando la posizione dei soccorritori. In caso di accesso difficile alla vittima che precluda la RCP con tecnica convenzionale, il singolo soccorritore può effettuare la “RCP sopra la testa” (over-the-head CPR) inginocchiandosi alla testa della vittima ed effettuando da questa posizione le compressioni toraciche e le ventilazioni con presidi di minima. Se i soccorritori sono due, uno si posiziona alla testa per tenere aperte le vie aeree e ventilare, mentre l’altro esegue le compressioni toraciche stando a cavalcioni della vittima.
La over-the-head CPR può essere l’unico modo per effettuare il BLSD durante un volo aereo, nel corridoio, partendo dal presupposto che la presenza di un DAE e dell’equipaggiamento adeguato per la RCP dovrebbe essere obbligatoria su tutti i voli commerciali del modo, incluse le compagnie low cost.

La CSE sostiene la proposta dalla SIS 118 che chiede l’obbligo del DAE e del personale addestrato non solo sui voli internazionali, come già è, ma anche e sopratutto su quelli nazionali.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Errori di comunicazione? Conosci il metodo SBAR?

Uno degli errori più frequenti nei dipartimenti di emergenza-urgenza, sono proprio gli errori di comunicazione e i passaggi di consegna.

Io SBAR è un metodo di conunicazione che permette un passaggio di consegne conciso, veloce e allo stesso tempo completo ed ordinato, riducendo le incomprensioni, la trasmissione di informazioni incomplete e le perdite di tempo.

Pensate che inizialmente era stato adottato nei sottomarini nucleari USA per impartire rapidamente ed efficentemente istruzioni nella catena di comando.
Provata l’efficacia, questo metodo poi si è diffuso in altri ambiti militari fino al campo industriale.
In ambito sanitario, lo SBAR è stato applicato per la prima volta alla fine degli anni 90 negli ospedali americani.

L’OMS ha dato ampio risalto a questo metodo, inserendolo dal 2009 a pieno titolo tra i “Communication Tools” per standardizzare tutti i passaggi di informazioni in qualunque  fase del percorso terapeutico in qualsiasi contesto sanitario, e per garantire in tal modo la sicurezza dei pazienti.

L’acronimo SBAR:
S – Situation (situazione): identificazione del paziente e rapido inquadramento della situazione.
B – Background (contesto): rapida panoramica sull’anamnesi del paziente, le terapie, gli interventi e dati clinici più rilevanti.
A – Assessmant (Valutazione): parametri vitali, segni, sintomi, presidi usati e farmaci somministrati.
R – Recommendation (raccomandazione/richiesta): tutto ciò che deve essere fatto o che si richiede.

E’ intuitivo come questo metodo in ambito sanitario sia particolarmente utile in situazioni d’emergenza nel momento in cui gli operatori sanitari si comunicano in tempi ristretti gli eventi rilevanti e i dati per pianificare l’assistenza e il passaggio delle informazioni costituisce una fase molto delicata e soggetta ed errori od omissioni che possono portare ed eventuali avversi anche gravi.

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Fonte: Libro Urgenze ed Emergenze (piccin)

Lorenzo
Staff CSE

Una bella notizia che ci arriva da Taranto!

Un ragazzo 17enne, mentre aveva iniziato una corsa di riscaldamento durante l’ora di educazione fisica presso la scuola Liss Paciotti, cade a terra in aresto cardiaco.

Subito i compagni spaventati chiamano il professore che corra dal ragazzo a terra e una volta valutato che non si muove e che non respirava più, fa chiamare il 118 e inizia immediatamente il massaggio cardiaco.

Il professore continua per 9 minuti il massaggio cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza e dell’automedica, che continuano con il soccorso avanzato.
Dopo aver scaricato con il Defibrillatore e stabilizzato il ragazzo, hanno poi provveduto al trasporto in ospedale in codice rosso!

Mario Balzanelli direttore della Centrale Operativa 118 di Taranto ha commentato:
“L’insegnamento del Primo Soccorso nella scuola salva la vita. Quello che è accaduto a Taranto è di straordinaria importanza perché ci da ragione: imparare a scuola il Primo Soccorso significa ridurre le morti evitabili”

La CSE si unisce a questo appelle e come sempre continuano i nostri progetti per operare nelle scuole, per formare docenti ed alunni sulle manovre salva vita!

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La staffetta dei Carabinieri salva un bambino di 5 anni!

Era una domenica quando……un incidente in bicicletta… un manubrio si “infila” nella pancia del bambino di 5 anni…le grida e la richiesta di aiuto!
La mamma… un’infermiera, si rende conto della gravità della situazione e porta il bambino presso il pronto soccorso di Formia: “Dono Svizzero”.
Arrivati però in ospedale hanno 2 due scelte:
1) Trasferire il bambino a Roma per un’operazione urgente, ma con il grave rischio di non fare in tempo
2) Operarlo in ospedale ma aspettando il chirurgo reperibile.

Subito un consulto telefonico con il chirurgo che non ci pensa due volte e fa  preparare la sala operatoria….ma c’è un problema!

E’ una domenica di Settembre e c’è tantissimo traffico al mare dove si trovava il medico…

L’intervento dei nostri eroi:
Allora subito il medico chiede aiuto all’arma dei Carabinieri, ed il comandante della caserma, Salvatore Capasso, fa chiamare la volante più vicina per scortare il medico Vincenzo Viola presso l’Ospedale, che arriva in un tempo record di 12 minuti!
Il bambino intanto risulta avere la milza spappolata e l’addome con una forte emorragia!

Una storia fortunatamente finita bene, grazie al tempestivo intervento dell’arma dei Carabinieri ed al personale sanitario dell’ospedale, che sono riusciti a salvare il bambino e che presto potrà tornare a giocare con la sua bicicletta!

Una storia bellissima e piena di collaborazione per il bene primario che è la Vita!

Continuate a salvare Vite!

By Lorenzo
Staff CSE

Malore al Volante, salvato da 2 Eroi!

Era il 9 settembre quando….Nel mentre era a casa, un signore di 55 anni, ha avuto un malessere e ha deciso di salire in macchina ed andare (con la moglie a fianco), verso il Pronto Soccorso….
Ma ad un certo punto perde i sensi e la macchina finisce contro lo spartitraffico… subito l’automobilista dietro di lui ed un passante si sono accertati delle condizioni delle due persone in macchina, ed è qui che inizia l’efficacia della cultura del primo soccorso!
I due verificano che il guidatore ha perso i sensi e che ora non sta respirando, allora lo tirano fuori dalla macchina e mentre il primo inizia il massaggio cardiaco, il secondo chiama il 112 per attivare la Catena della sopravvivenza!

Dopo pochi minuti di massaggio cardiaco, ma essenziali per mantenere il cervello ossigenato, è arrivata l’ambulanza della croce rossa di Vegevano e l’automedica, che una volta averlo stabilizzato lo hanno portato in codice rosso presso il Pronto soccorso del policlinico di San Matteo.

Un altra bella notizia per rilevare quanto è importante la diffusione della cultura del primo soccorso!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

Defibrillatori fantasma!

Ehi, Sai quanti defibrillatori ci sono in Italia? e nella tua regione? è nella tua città? e nel tuo quartiere?

[ Vedi il Video sul nostro canale YouTube! ]

Perché a quanto pare, non lo sa nessuno! E secondo alcuni si tratterebbe di un numero che si aggira per diverse decine, se non centinaia di defibrillatori fantasma.

Come sappiamo la sanità è gestita a livello regionale e dal decreto interministeriale del 18 marzo 2011 intitolato proprio “Determinazione dei criteri e modalità di diffusione dei DAE”  articolo 2 comma 46 legge 191/2009 G.U. numero 129 del 6 giugno 2011, ha incaricato l’Ares118 di organizzare un’anagrafe dei defibrillatori automatici presenti nel territorio regionale.

E allora perché dico che nessuno sa con certezza quanti e dove sono questi defibrillatori?

Nell’attività di formazione dei corsi BLSD e PBLSD della cse, spesso ci imbattiamo in alcune associazioni, società o condomini che a fine corso ci mostrano il loro DAE e  la luce che lampeggia… ma poi quando controlliamo se funziona, se le placche non sono scadute e chiediamo loro se è stato registrato alla Regione Lazio, il responsabile oppure il soccorritore che in quel momento ha il defibrillatore, ci dice: “registrato dove?”

Giusto per ricordarlo…quando comprate, vi regalano o vi viene donato un defibrillatore oppure ancora, ve lo ritrovate nella struttura in cui state lavorando assicuratevi che sia stato segnalato alle regioni di appartenenza…

Infatti se andate sul sito della vostra Regione (Regione Lazio) trovato una sezione dedicata alla registrazione dei defibrillatori con un semplice modulo che può essere compilato anche online.
Oltre al modulo di registrazione che lo vedete in basso seguendo il link , un secondo modulo è quello dell’intervento che serve per statistica, e che viene compilato dopo l’intervento di soccorso, in modo da avere un registro di quando vengono utilizzati, in che maniera e in che condizioni si trova il paziente una volta che il DAE arriva sul posto (cioè se sta già massaggiando qualcuno oppure no)
Va anche questo inviato alla Regione proprio per capire l’efficacia di questa diffusione.

Ma a cosa serve avere una mappa dei defibrillatori?
Una mappa serve non solo per capire quanti DAE abbiamo e dove sono in modo che la regione, la provincia, la città oppure anche il quartiere decida di integrale questa rete con altri Defibrillatori così per diffonderli il più possibile e in maniera uniforme, per dar modo a tutte le persone di raggiungere un defibrillatore nel più breve tempo possibile.
Questa mappatura, servirà anche per segnalare queste coordinate sulle applicazioni di soccorso esempio come la nostra per la CSE che si chiama “Salvami”, oppure quella dell’AREU112 in cui già adesso si puoi chiamare per il soccorso ma che in un futuro ci saranno segnalati anche i Defibrillatori più vicini secondo la vostra posizione!

Questo servizio che a voi costa 1 minuto del vostro tempo per compilare un semplice foglio, a qualcuno potrebbe salvare tutta la vita!

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

La Settimana di Viva!

E’ iniziata la settimana di Viva!

Ogni anno in Europa 400.000 persone sono colpite da arresto cardiaco improvviso: molte di queste potrebbero essere salvate se chi è loro vicino fosse in grado di soccorrerle tempestivamente con manovre semplici da eseguire.
Per questo che il 14 Giugno del 2012, il Parlamento europero ha invitato tutti gli stati membri ad istituire una intera settimana per la sensibilizzazione sia gli operatori sanitari ma sopratutto i cittadini alla rianimazione cardiopolmonare!

L’IRC (Italian Resuscitation Council) ha da subito accolto l’invito realizzando nel nostro paese “Viva! la settimana della Rianimazione cardiopolmonare”.
Questo progetto, che ricade ogni anno, ha lo scopo di richiamare l’attenzione sull’importanza della rinimazione con feste, manifestazioni pubbliche, iniziative nelle scuole  e nei luoghi pubblici.

L’arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa. Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata. Nel 70% dei casi l’arresto cardiaco è testimoniato da qualcuno che può iniziare la rianimazione. Tuttavia in Europa la RCP viene iniziata dai testimoni dell’arresto cardiaco soltanto nel 15% dei casi. Se riuscissimo ad aumentare la percentuale dal 15% al 50-60% dei casi potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno. In Europa ogni 90 secondi viene rianimato un paziente senza successo.”
– Prof. Bernd BÖTTIGER (ERC, 2013)

Che cos’è l’arresto cardiaco?
L’arresto cardiaco improvviso è la cessazione della circolazione che mantiene in vita le cellule del nostro organismo, in una persona le cui condizioni non lo farebbero prevedere.
Le cause possono essere varie e talvolta sono presenti dei segni premonitori come:

  • 1. Dolore al centro del torace simile ad un mal di stomaco, irradiato alla mandibola, alla gola alle braccia o al dorso;
  • 2. Difficoltà di respirazione;
  • 3. Nausea e vomito;
  • 4. Sudorazione fredda.

In questi casi, è opportuno allertare il 112/118 per permettere una tempestiva valutazione ed evitare che l’arresto cardiaco si verifichi.
Una persona in arresto cardiaco non è cosciente, non risponde se chiamata o scossa e non respira normalmente. È necessario chiamare immediatamente il 112/118, iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare e far cercare un defibrillatore semiautomatico nei dintorni.

Partecipa anche su Facebook Viva!

Per saperne di più: https://www.settimanaviva.it

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE

Trovato il giusto rapporto velocità/profondità delle compressioni?

Nell’articolo di Alessio Biondino pubblicato su www.dimensioneinfermiere.it (link articolo) si parla di una ricerca condotta dal dott. Paul Pepe dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, che come scopo aveva, tramite uno studio di coorte, individuare il ritmo e la profondità ideale per la RCP.

La ricerca:

“Optimal Combination of Compression Rate and Depth During Cardiopulmonary Resuscitation for Functionally Favorable Survival”  questo il nome della ricerca, ed è stata pubblicata il 14 agosto 2019 sulla rivista scientifica Jama Cardiology. Dai dati si salterebbe evidenziato che la frequenza di compressione ideale è di 107 compressioni/min e la profondità ottimale sarebbe di 4,7 cm.

Per questa ricerca, sono stati presi come campione un numero totale di 3643 pazienti (64.4% di sesso maschile) con età media di 67,5 anni.

Tutte le vittime, hanno avuto un arresto cardiaco extra-ospedaliero e per avere questi dati, sono stati applicati dei sensori collegati al defibrillatore ed è stato impiegato anche un monitor elettrocardiografico.

Da tutti i dati raccolti si mette in evidenza che rispetto ad altre combinazioni di frequenza e profondità, i valori 4.7 cm e 107 bpm, hanno un tasso di sopravvivenza delle vittime che passa da 4,3% al 6,0%, un bel salto!

Ovviamente tutti i professioni del settore dell’emergenza guarderanno con molto interesse i nuovi studi che seguiranno questa linea, perché se i dati futuri confermeranno questo studio, adattare a queste nuove “misure” significherà salvare moltissime vite.

Pensiamo solo ad un adeguamento dei sistemi di massaggio cardiaco automatici che negli ultimi anni stanno rivoluzionando il soccorso extra-ospedaliero dell’arresto cardiaco.

Continuate così, continuate a Salvare Vite!

By: Lorenzo
Staff CSE Formazione

Ostruzione delle vie aeree sui bambini e lattanti…parliamone!

Ultimamente mi hanno colpito due notizie che ci sono arrivate in redazione…

La 1° è accaduta il 26 Agosto, lungo la A2 del Mediterraneo all’altezza di Sicignano degli Alburni.

Mentre questa famiglia si dirigeva verso sud per le vacanze, in macchina il bambino seduto nei sedili posteriori ha cominciato a soffocare con un pezzo di banana che stava mangiando, subito si sono fermati e e hanno chiamato il 118.

Proprio in quel momento stava passando un vigile del fuoco fuori servizio, che rendendosi conto della situazione si è fermato e ha prestato il soccorso effettuando le manovre di disostruzione salvando il piccolo che ha ripreso a respirare subito dopo aver sputato il pezzo di banana.

La 2° notizia ci arriva da Roma, più precisamente presso la Stazione Termini, dove una bimba di 6 anni stava soffocando mentre stava mangiava un marshmallow.

Stava diventando cianotica mentre i genitori urlavano e chiedevano aiuto per salvare la bimba, quando un cittadino ha prestato il suo soccorso effettuando le pacche ed effettuando la manovra di Heimlich salvando la piccola in extremis.

Il soffocamento da corpo estraneo costituisce una delle principali cause di morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni, ma il numero di incidenti rimane alto fino ai 14 anni. In Europa si stima che muoiono circa 500 bambini per soffocamento.

Gli alimenti costituiscono una delle cause principali di soffocamento, dal 60 all’80% dei casi è riconducibile al cibo. Questo ce lo conferma anche il registro Susy Safe, uno dei registri internazionali per la raccolta dei dati sull’incidenza per il soffocamento da corpi estranei.

Nel registro si fa riferimento a tutti i tipi di incidenti, quindi anche quelli con ostruzione parziale delle vie aeree, in cui si vede che il 32% sono imputabili agli ossicini di pollo e lische di pesce, mentre le noccioline sono al 22% e i semi al 16.
Ma quello che a noi interessa sono i casi di incidenti con ostruzione TOTALE delle vie aeree, come uno studio che mette in evidenza come il cibo più pericoloso è la carne, e in special modo gli wurstel, che si associano più spesso ad episodi fatali.
Ovviamente questi episodi sono strettamente legati a caratteristiche di forma e consistenza e dimensioni dell’alimento.

Un dato molto rilevante è che più della metà degli incidenti da corpo estraneo si è verificato sotto la supervisione dell’adulto.
Quindi da qui si evidenziano 2 cose:
La è che gli adulti devono fare più attenzione alla prevenzione sul cibo e sugli oggetti con cui entra in contatto il bambino.
Mentre la è che si evidenzia una scarsa conoscenza di esecuzione delle manovre di disostruzione da parte di tutti i tutori che in quel momento sono con i più piccoli.

Perché i bambini hanno più rischio di soffocare rispetto agli adulti?

Tutte le linee guida sono concordi nell’affermare che la fascia di età da 0 a 4 anni, è la più a rischio per quanto riguarda il soffocamento da corpi estranei.

L’elevata incidenza dei casi è dovuta principalmente a caratteristiche psicofisiologiche del bambino:
Vie aeree di diametro piccolo e a forma conoide (fino alla pubertà)
Scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi (non è innata come i liquidi)
Dentizione incompleta (i molari, che hanno come scopo quello di ridurre il cibo in un bolo liscio, crescono all’incirca dopo i 30 mesi)
Frequenza respiratoria elevata e tendenza a svolgere più attività contemporaneamente (es. Mangiare mentre: corrono, giocano, parlano, guardano la TV, utilizzando di Tablet o Telefoni).

Alimenti pericolosi e Caratteristiche

Gli alimenti che il ministero ha catalogato come pericolosi per i bambini, condividono particolari caratteristiche: forma, consistenza e dimensione.

Dimensioni:
Gli alimenti piccoli come noccioline e semi, rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli.
Quelli troppo grandi, come pezzi di frutta o verdura cruda, sono difficili da gestire durante la masticazione.

Forma:
Ma le forme più pericolose sono quelle tonde (ciliege e uova) e quella cilindrica (wurstel e carote), perché se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aerea.

Consistenza:
Le consistenze più pericolose sono:
Dura
Fibrosa (sedano)
Comprimibile (wurstel e marshmallow)
Appiccicosa (burro di arachidi)
Gli alimenti duri e fibrosi sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino.
Gli alimenti comprimibili invece, possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi adattarsi alla forma dell’ipofaringe (grazie alla loro consistenza) ostruendo il passaggio dell’aria.
Gli alimenti appiccicosi risultando difficili da rimuovere se rimangono bloccati dalle vie aeree, una volta aspirati.

Linee guida per ridurre il rischio di soffocamento a tavola
Ci sono delle linee guida che ci suggeriscono come dare al bambino dei cibi preparati in maniera tale, da minimizzare il rischio di soffocamento.
Per far questo basta adottare delle semplici regole che mirano sopratutto a:
-Modificare la forma (es. tagliare gli alimenti cilindrici a listarelle, quindi da tondi a quadrati).
-Modificare la consistenza (es. eliminare nervature e filamenti, cuocere i cibi fino a quando diventano morbidi)
-Modificare le dimensioni (es. Tagliare in pezzi piccoli o tritare/grattugiare)

Ci sono delle eccezioni che riguardano la frutta a guscio e semi, che le linee di indirizzo li sconsigliano per i bambini fino a 4 anni di età circa, a causa di un elevato rischio di aspirazione a cui si associano, caramelle e gomme da masticare.

Nonostante la revisione di moltissimi studi scientifici porti alla luce differenti iniziative per la prevenzione del soffocamento da cibo, è preoccupante notare che a parte rare accezioni, come Svezia e Stati Uniti, gli altri governi non abbiano intrapreso politiche orientate al controllo e alla prevenzione di questo fenomeno malgrado la sua rilevanza dal punto di vista della salute pubblica.

La CSE come tutte le società scientifiche, continua la sua missione per la diffusione della cultura del primo soccorso, dalle scuole, ai centri estivi, fino alle famiglie, per trasmettere l’importanza de saper fare prevenzione e se serve intervenire con delle manovre pratiche di disostruzione!

Video manovre disostruzione Adulto
Video manovre disostruzione Bambino
Video manovre disostruzione Lattante

Continuate a salvare vite!

by Lorenzo
Staff CSE